La nostra storia

Tutto comincia nell’inverno 86/87 quando due amici, Mario e Renato, parlando del più e del meno, arrivano sul tema “montagna” e quindi C.A.I. o S.A.T. (si può fare a Salorno?).

Da quel giorno inizia la grande avventura. Dapprima un passa parola tra tutti coloro che si sapeva frequentassero la montagna con assiduità, e via via.

Diversi furono i ritrovi nei bar, fra i quali il “Rosslaufhof”, per contarci un po’ e per vedere se ci fosse stato entusiasmo. Si, l’entusiasmo era tanto, anche perché alcuni di noi erano già iscritti al C.A.I. in altre sezioni. Ci incontrammo pure con dei rappresentanti della S.A.T. di Trento, precisamente al ristorante “Sornello” ai Sorni, per vedere se si fosse potuta fondare una sezione S.A.T., dal momento che negli anni che precedevano il secondo conflitto mondiale, il confine del Trentino fu spostato a Bronzolo.

Salorno di conseguenza risultava provincia di Trento e parecchi alpinisti paesani possedevano la tessera S.A.T. di Trento. Purtroppo non era più possibile. Nei vari incontri tante le idee, tante le proposte, una delle quali era il divieto di fumare nelle riunioni. Ripensando a quelle serate sembrava di essere in val Padana in pieno inverno da tanto era il fumo. Ma i tempi non erano ancora maturi e la gran parte dei membri si fecero una risata e la proposta non passò. Contattando poi persone di altre sezioni, come Sergio Cattelan, che all’epoca era presidente del C.A.I. Bronzolo, si cominciò ad avere le idee un po’ più chiare sul da farsi.

Si dovevano portare 50 firme al C.A.I. provinciale per poter avviare le pratiche di fondazione della nuova sezione altoatesina. Le firme furono raccolte e il tutto fu avviato.

Parte tratta dal verbale di quel giorno

Il giorno 22 marzo 1987 alle ore 09.00 si è riunita presso la sala civica comunale di Salorno l’assemblea dei soci della costituenda sezione C.A.I. A.A. di Salorno con il seguente ordine del giorno:

A. Tesseramento dei soci;
B. Votazione per la formazione del direttivo e dei revisori dei conti.

Alla presenza del presidente C.A.I. A.A. di Bolzano dott. Kaswalder, il presidente del convegno Trentino Alto Adige comm. Salvotti e il vicepresidente C.A.I. A.A. dott. Sarti, si passò al tesseramento e nel contempo alle votazioni per il consiglio direttivo. I votanti furono 76. Le schede valide per il consiglio direttivo e revisori dei conti erano 76. Eletti per il consiglio direttivo risultano i seguenti soci: Dalvit Ilario, Nardon Giuseppe, Mosna Riccardo, Pomarolli Mario, Todeschi Luciano, Girardi Giordano, Nicolussi Ezio, Bonelli Enrico, Faustin Felice, Telch Renato, Franceschini Mario, Giacomozzi Lino, Pojer Riccardo, Cristofori Bruno, Sala Ferruccio, Dossi Paolo, Gallo Corrado, Tessadri Rolando, Telch Rolando, Vettori Franco, Dalpiaz Gervasio, Plank Walter, Scalzer Sergio, Vettori Alberto, Endrizzi Giuseppe, Eccli Lorene, Vettori Irene, Calliari Franco. Dopo la lettura dei nominativi si dava avviso che i primi 15 risultati con il maggior numero di voti dovevano trovarsi il giorno 24 marzo 1987 alle ore 20.00 presso il bar “Rosslaufhof” di Salorno per l’assegnazione delle cariche.

Il primo direttivo era così composto:

Presidente
Pomarolli Mario
Vicepresidente
Cristofori Bruno
Segretario
Dalvit Ilario
Cassiere
Pojer Riccardo
Consiglieri
Bonelli Enrico, Faustin Felice, Franceschini Mario, Giacomozzi Lino, Girardi Giordano, Mosna Riccardo, Nardon Giuseppe, Sala Ferruccio, Todeschi Luciano
Revisori dei conti
Nicolussi Ezio, Telch Renato
Alpinismo Giovanile
Bonelli Enrico, Cristofori Bruno

Le prime riunioni si fecero nei posti più disparati: nei bar, nella taverna del Mario in via Molini, ecc.

Nonostante non disponessimo ancora di un posto fisso, si cominciò da subito ad organizzare gite e attività varie, stando molto attenti a non sforare poiché il fondo cassa era vuoto. L’entusiasmo era alle stelle. Le proposte di gite, scalate, ferrate e serate culturali fioccavano da tutto il direttivo, ma anche dai tanti soci e amici che ormai frequentavano il gruppo.

Fummo invitati al primo raduno regionale di Alpinismo Giovanile C.A.I. – S.A.T. che si tenne alle Regole di Malosco in val di Non previsto per il 25 aprile 1987, al quale partecipammo con quello che sarebbe stato il primo ragazzo del gruppo giovanile della sezione C.A.I. Salorno, Alan Franceschini. Nell’occasione ricevemmo
una targa ricordo che fu la prima di una lunga serie.

Non essendoci ancora un programma definito, si iniziò ad organizzare le escursioni di settimana in settimana, avvisando i soci tramite lettere distribuite porta
a porta. Cominciammo in maggio con il Burrone di Mezzocorona; il 14 giugno traversata Cauria – Grumes, che fu la prima gita con un grosso numero di partecipanti, un successo; 20 giugno ferrata delle Trincee. Il 4 e 5 luglio prima Festa Campestre. Fu fatta all’ex asilo dei Pochi ed andò anche bene. Non diventammo ricchi, ma con il piccolo incasso e col contributo datoci al convegno C.A.I. – S.A.T. svoltosi a Riva del Garda, potemmo coprire le prime spese di cancelleria e qualche altra piccola uscita. L’11 luglio la ferrata Bolver Lugli alla Pale di San Martino. Il 26 luglio altra grande uscita, le Tre Cime del Bondone, gita per tutti con più itinerari e visita all’orto botanico. Tanti, tanti partecipanti, altro successo. 11 agosto: punta Penia, Marmolada; 13 settembre Lago di Ardemolo, a cui parteciparono molti soci.

Si cominciava ad essere fuori dal rodaggio.
Ora più che mai serviva una sede.
Da tempo andavamo alla ricerca di un locale per avere una sede vera e propria. Fu la signora Bonfanti Irma, vedova dell’ex sindaco di Salorno Pojer Giacomo, a concederci due locali della vecchia cantina per la somma di £ 70.000, acqua e luce comprese, al mese, con piena libertà di trasformarli come avremmo desiderato.

Ci mettemmo subito all’opera, visto che fra i membri del direttivo c’erano idraulici, elettricisti, falegnami, pittori, fabbri, ecc “tanto lavoro, ma con poca spesa”. La trasformammo in una vera, carina ed accogliente sede. Ora eravamo in via Loreto 18. L’inaugurazione si tenne l’8 novembre 1987.
Contemporaneamente all’allestimento della sede lavorammo al programma attività dell’anno successivo. Fu stampato il primo libretto con tutto il programma 1988 e grazie anche agli sponsor, che coprirono gran parte della spesa per la stampa, si può dire che fu fatto un buon lavoro. Risultò molto semplice e chiaro.
Da qui iniziò un cammino più documentato, con foto e scritti, di una miriade di attività.

Dio solo lo sa quante cose fatte e quante non si riuscirono a fare perché l’anno aveva solo 365 giorni. Già dai primi anni si cominciò ad acquistare, oltre all’attrezzatura da montagna come corde, ramponi, piccozze, ecc, anche materiale per la sede, come macchina da scrivere, registri, penne, quaderni timbri e una macchina del caffè modernissima a cialde, e ancora, ad esempio:

  1. un proiettore autofocus Zeiss da £ 305.042
  2. un telo per proiezioni da £ 50.000
  3. due valigie porta dias da £ 20.000
  4. una freccia luminosa da £ 30.000 *

*Fattura 02/12/89, Foto Studio Zoom, Salorno, di Ceolan Alberto.

Oltre le gite, un sacco di attività collaterali. Per citarne alcune: abbiamo per alcuni anni addobbato enormi abeti in via Molini e via Loreto e abbiamo restaurato una “Lovara” ai Pochi, trappola per i lupi di interesse storico che stava per scomparire per i cedimenti e il sopravvento della natura (la sovraintendenza alle belle arti, quando lo venne a sapere, non fu tanto entusiasta, ma del resto non era catalogata e con questo contribuimmo a riscoprirla, a riportarla allo stato primitivo e a metterla in luce per poter essere ammirata da tutti). Tutto il direttivo partecipò anche ad un corso di sicurezza in montagna alla Città dei Sassi sul Passo Sella. Tra le tante attività va ricordata anche la straordinaria corsa non competitiva disputata
il 1° maggio 1990, “monta su che nen a pè”, che veniva corsa in parte a piedi e in parte in bici, per le campagne, i boschi e le vie del paese. Apprezzatissima.

Tutto il direttivo partecipò inoltre al taglio degli alberi sugli argini dell’Adige, organizzato dal comune con i vigili del fuoco per rendere scorrevole l’acqua del fiume in caso di innalzamento.

Nel marzo del 1991 organizzammo un concerto col coro Castel di Salorno all’oratorio. Si fece il tutto esaurito. Per noi e per il coro fu una serata speciale e probabilmente fu l’ultima volta che il coro poté cantare nello straordinario teatro dall’acustica ineguagliabile, perché in seguito fu reso inagibile.

Il 1° maggio del 1991 ci venne assegnata dal comune la nuova sede, quella attuale. Non ci sembrava vero. Più grande, più luminosa, con i servizi e il riscaldamento. Non fu comunque facile traslocare. Sentivamo di lasciare in quello scantinato in via Loreto 18 un bel pezzo di storia. Quei muri a volte a botte erano stati
testimoni di grandi discussioni e di grandi entusiasmi. Con la nuova sede si intensificarono anche le attività. Ripristino sentieri, concerti col coro Castel Bassa Atesina e musicisti vari, serate culturali con personaggi e argomenti incredibili, feste campestri, gli auguri di Natale alla popolazione di Salorno fuori dalla chiesa. In occasione del Carnevale abbiamo cucinato per le maschere in piazza Cesare Battisti e abbiamo partecipato con uno stand alla fiera del Tempo Libero di Bolzano, dove abbiamo ricostruito un ambiente alpino.
Non possiamo dimenticare il grande raduno regionale giovanile in Cauria, riuscitissimo soprattutto grazie all’impegno e al lavoro di squadra di soci e direttivo, e ancora: gite intersezionali, gemellaggi, trekking di più giorni per grandi e gruppo giovanile, ghiacciai, sci d’alpinismo, mountain bike, palestre di roccia, speleologia, ciclo escursionismo, giornate per l’ambiente e molto altro ancora.

Una delle priorità di questo gruppo è stato da subito anche l’impegno nel sociale: promuovere l’avvicinamento alla montagna nelle scuole, collaborare con l’associazione “la Strada – der Weg” di Bolzano che si occupa del recupero dei ragazzi tossicodipendenti e con il Centro di Riabilitazione Psichiatrica “Gelmini” di Salorno
attraverso il progetto “montagnaterapia”, per non citare i contributi finanziari a persone vicine e lontane meno fortunate. Dulcis in fundo la “castagnata sociale”, dove ogni anno si fa un bilancio delle attività svolte e si trascorre assieme a soci e amici una piacevole giornata in compagnia. Da diversi anni la gita di chiusura è rappresentata dall’ormai famosa “Camminata d’Oro” a Pietralba. Un momento di sana riflessione. Questo è un concentrato dei primi passi della nostra sezione.

Tutto il resto si può ritrovare all’interno del libro che riporta tutti i calendari dei 25 anni trascorsi e dalla memoria di tutti coloro che hanno contribuito a creare e far crescere la nostra associazione.

Ringrazio tutti gli amici che continuano a dare il loro apporto, a coloro che lo hanno dato e a coloro che purtroppo ci hanno lasciati. Ho scritto questa storia come la racconterei ad un amico al bar, senza dare troppa importanza a forma e grammatica, in maniera molto semplice e vera, come semplici e vere sono le persone che fanno parte della nostra grande compagnia.

Giordano